rischio sismico e sismabonus

sismico

Linee guida per la classificazione del rischio sismico.  Con l’entrata in vigore delle Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni i professionisti saranno chiamati a valutare la sicurezza degli edifici, attraverso l’assegnazione di una classe di rischio, e a progettare e stimare il miglioramento antisismico.  Due sono i metodi ai quali il professionista può far riferimento per determinare la classe di rischio:  il metodo convenzionale ed il metodo semplificato.   Il primo si basa sull’applicazione dei normali metodi di analisi previsti dalle norme tecniche per le costruzioni. Il secondo si basa su una classificazione macrosismica dell’edificio ed è indicato per una valutazione speditiva della classe di rischio dei soli edifici in muratura.

Cosa fa il professionista.  I professionisti, architetti o ingegneri,  dovranno progettare gli interventi con lo scopo di mitigare il rischio. Tali lavori possono interessare elementi strutturali e/o elementi non strutturali, in relazione alle carenze specifiche della singola costruzione.   In pratica dovranno 1) individuare la classe di rischio della costruzione nello stato di fatto prima dell’intervento  2) progettare l’intervento di riduzione del rischio sismico  3) determinare la classe di Rischio della costruzione a seguito del completamento dell’intervento 4) asseverare i valori delle classi di rischio e l’efficacia dell’intervento.

Sismabonus.  Secondo l’incremento conseguito, sarà possibile ottenere il relativo bonus fiscale.   Le ristrutturazioni antisismiche senza variazione di classe avranno diritto alla detrazione del 50%;  il miglioramento di una classe porterà alla detrazione del 70% per prime e seconde case ed edifici produttivi mentre porterà al 75% nelle parti comuni dei condomini;  il miglioramento di due classi porterà alla detrazione del 80% per prime e seconde case ed edifici produttivi mentre porterà al 85% nelle parti comuni dei condomini.  Le detrazioni sono dilazionate in 5 anni e l’ammontare delle spese non deve essere superiore a euro 96.000 per ciascuna delle unità immobiliari.

Come accedere al beneficio fiscale. Il proprietario che intende accedere al beneficio dovrà incaricare un professionista della valutazione della classe di rischio e della predisposizione del progetto di intervento.  Il proprietario potrà procedere ai primi pagamenti delle fatture ricevute e per la cessione del credito seguirà provvedimento Agenzia delle Entrate (di prossima pubblicazione).  Il direttore dei lavori e il collaudatore statico attesteranno al termine dell’intervento la conformità come da progetto.

 

 

Dal 1 gennaio 2017 nuova SCIA semplificata

scia

Approvata ieri 15/06/2016 dal consiglio dei Ministri, con operatività a partire dal 1 gennaio 2017, la “nuova Scia” promette di semplificare la vita ai cittadini interessati.

Quest’ultimo infatti non dovrà più produrre alcun documento che già sia in possesso della pubblica amministrazione. Importante anche il fatto di aver chiarito che l’amministrazione può chiedere informazioni e documenti solo nel caso in cui ciò che è stato trasmesso dal richiedente non corrisponde a quanto richiede la Scia. Ed è espressamente vietata ogni richiesta di documentazione aggiuntiva.

Il cittadino che invia una qualsiasi istanza, comunicazione o segnalazione, dovrà ricevere immediatamente una ricevuta – anche telematica – che attesta l’avvenuta presentazione.  La ricevuta dovrà indicare il termine entro cui la Pa è tenuta a rispondere, oppure dal quale si calcola il silenzio assenso oppure ancora da quando si concretizza l’avvio del procedimento.

Ogni Pubblica Amministrazione dovrà pubblicare sul suo sito i moduli unici da utilizzare per la Scia. Moduli che dovranno essere adeguati alla recente novità del decreto che ha previsto anche l’indicazione del «domicilio digitale» per le comunicazioni con la PA.

articolo comparso su linkedin 16/06/2016