Nel 2015 è raddoppiato il fatturato all’estero dei progettisti italiani

Columns of coins

versione integrale dell’articolo pubblicato su Edilportale il 20/12/2016

Lo scorso anno il lavoro dei progettisti italiani oltre confine è quasi raddoppiato in valore sul fatturato totale. Secondo l’OICE – Associazione delle società di Ingegneria e Architettura aderente a Confindustria – nel 2015 l’incidenza dell’ingegneria italiana sul totale della produzione all’estero è passata in un anno dal 24% al 47%. Sul campione analizzato, pari ad un valore di 916,2 milioni di euro, nel 2015 sono stati svolti all’estero progetti per 427,2 milioni (il 46,6% del totale).

È questo uno dei dati che emergono dal “Secondo Rapporto sulla presenza delle società di ingegneria e architettura all’estero” elaborato dall’OICE in collaborazione con l’Università degli Studi Bergamo e presentato nei giorni scorsi a Roma presso la sede dell’ICE alla presenza di una folta rappresentanza di ambasciatori, di vertici di Ministeri e di altre Amministrazioni, oltre che a rappresentanti del mondo politico, imprenditoriale e bancario.

Per il Presidente dell’OICE, Gabriele Scicolone, “Il salto verso l’estero delle società OICE è il sintomo di un’imprenditoria abile ed ambiziosa che ha bisogno di una accelerazione nei processi di aggregazione. Il programma di internazionalizzazione che l’OICE porta avanti ormai da dieci anni con il supporto del MiSE e dell’ICE rappresenta una strada vitale per superare le difficoltà che incontriamo ogni giorno e per fare crescere le nostre società, in particolare le PMI, all’estero”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente dell’Agenzia ICE, Michele Scannavini, che ha dichiarato: “La promozione ICE della filiera della progettazione e delle costruzioni si è evoluta nel tempo, perseguendo una sempre più stretta interazione con MiSE, MAECI, SACE, SIMEST e favorendo una sempre più stretta integrazione dei programmi svolti a favore delle Associazioni di Categoria. I risultati annunciati dal Report OICE danno conferma di un lavoro orientato nella direzione giusta”.

“Il dato sulla produzione che emerge – ha poi evidenziato Alfredo Ingletti, Vicepresidente OICE per l’internazionalizzazione – seppur positivo, è assolutamente marginale se si tiene conto del fatturato all’estero realizzato dalle Top 225 International Design Firms e dalle Top 150 Global Design Firms. Queste società realizzano una quota rilevante del proprio fatturato all’interno dei confini nazionali e diventano forti all’estero solo dopo che sono state in grado di crescere, consolidarsi e affermarsi nel proprio mercato nazionale”. “In Italia invece – ha aggiunto Ingletti – per la mancanza di occasioni di business significative nel mercato interno, l’offerta si attrezza per operare direttamente all’estero con maggiori difficoltà”.

Dal Rapporto emerge che l’83,2% dei contratti 2015 sono stati aggiudicati alle major di dimensioni superiori alle 250 unità, il rimanente 16,8% è stato invece acquisito dalle PMI. L’area geografica predominante è il Medio Oriente. Seguono UE, Africa subsahariana, Nord Africa, Europa extra UE.

Per quanto riguarda le previsioni sugli sviluppi futuri, Polonia, Romania, Svezia e Francia sono i Paesi UE più appetibili. Fuori dall’Unione emergono Albania, Russia, Serbia e Turchia. In Medio Oriente il maggiore interesse riguarda l’Iran. In Asia il Kazakhstan e Vietnam. In Africa, l’area del Maghreb e un numero considerevole di Paesi del Sub-Sahara. Completano la panoramica l’America centrale ed il Perù.

Il campione di 36 società analizzato in questo Rapporto opera all’estero attraverso 160 filiali, 238 joint venture, 2.581 dipendenti “espatriati” e 498 consulenti locali.

Fonte: Oice

Dal 1 gennaio 2017 nuova SCIA semplificata

scia

Approvata ieri 15/06/2016 dal consiglio dei Ministri, con operatività a partire dal 1 gennaio 2017, la “nuova Scia” promette di semplificare la vita ai cittadini interessati.

Quest’ultimo infatti non dovrà più produrre alcun documento che già sia in possesso della pubblica amministrazione. Importante anche il fatto di aver chiarito che l’amministrazione può chiedere informazioni e documenti solo nel caso in cui ciò che è stato trasmesso dal richiedente non corrisponde a quanto richiede la Scia. Ed è espressamente vietata ogni richiesta di documentazione aggiuntiva.

Il cittadino che invia una qualsiasi istanza, comunicazione o segnalazione, dovrà ricevere immediatamente una ricevuta – anche telematica – che attesta l’avvenuta presentazione.  La ricevuta dovrà indicare il termine entro cui la Pa è tenuta a rispondere, oppure dal quale si calcola il silenzio assenso oppure ancora da quando si concretizza l’avvio del procedimento.

Ogni Pubblica Amministrazione dovrà pubblicare sul suo sito i moduli unici da utilizzare per la Scia. Moduli che dovranno essere adeguati alla recente novità del decreto che ha previsto anche l’indicazione del «domicilio digitale» per le comunicazioni con la PA.

articolo comparso su linkedin 16/06/2016

C’era lavoro per tutti …. La lezione del Rinascimento

rinascimentoLa vita è fatta di corsi e ricorsi. Così in un momento storico in cui divergono i punti di vista tra politici che urlano all’ottimismo, ed architetti ed ingegneri che si devono misurare con le contingenze, mi piace rileggere una bella pagina di storia rinascimentale.  Forse dall’alto qualcuno, oltre a me, potrebbe trarne spunto?

Verso la fine del Quattrocento Firenze era tutta un cantiere. Filippo Strozzi aveva reclutato un esercito di muratori e di manovali per edificare il suo palazzo. proprio nel cuore della città; le vie principali erano ostruite dalle macerie delle case demolite; carovane di barrocci, di  muli e d’asini facevan la spola tra la città e la campagna dentro una nuvola di polvere. […] Nella terza cerchia delle sue mura che comprendevano ancora orti e giardini, Firenze si trasformava a vista d’occhio. Sull’esempio dei ricchi, anche i popolani si contagiavano l’uno con l’altro dalla “malattia del calcinaccio”, e il governo concedeva per quarant’anni l’esenzione da “qualunque gravezza” a tutti coloro che si impegnavano in una nuova costruzione.  

C’era lavoro per tutti. “Gli uomini di quel tempo” riferiscono i cronisti, “erano talmente presi dalla frenesia di costruire, che non si trovava più in Firenze un muratore disponibile”.

stefano italiano – “c’era lavoro per tutti” – linkedin

a paperless office

paperlessofficeIl capitolo 3 di “business @ the speed of thought” – un libro scritto da Bill Gates nel 1999, tratta dell’obiettivo, nemmeno troppo fantastico per le tecnologie che già circolavano negli anni ’90, di sostituire tutto il patrimonio di documenti cartacei normalmente presenti in un ufficio ed in un’organizzazione, con dei corrispettivi digitalizzati.

Prima di allora, già la Xerox Corporation, a partire dal 1974-75 preconizzava “l’ufficio del futuro” come fatto di computers che si scambiavano informazioni via e-mail.

Da allora di strada ne è stata fatta, ed il sogno di fine millennio in qualche modo sta prendendo strada.  Complice il rapido sviluppo delle tecnologie digitali ed informatiche.  Ma proprio lo sfruttamento delle tecnologie già esistenti potrebbe snellire enormemente il lavoro in settori della nostra economia che ancora stagnano sotto il peso della burocrazia. Viene spontaneo pensare agli archivi dei Tribunali, agli uffici tecnici delle Amministrazioni Comunali,  all’anagrafe tributaria dell’Agenzia dell’Entrate, che ancora fatica ad incrociare ad evidenziare le discrepanze tra chi contribuisce, e chi beatamente “fluttua” nel sommerso.

Stefano Italiano – “a paperless office” – su Linkedin