C’era lavoro per tutti …. La lezione del Rinascimento

rinascimentoLa vita è fatta di corsi e ricorsi. Così in un momento storico in cui divergono i punti di vista tra politici che urlano all’ottimismo, ed architetti ed ingegneri che si devono misurare con le contingenze, mi piace rileggere una bella pagina di storia rinascimentale.  Forse dall’alto qualcuno, oltre a me, potrebbe trarne spunto?

Verso la fine del Quattrocento Firenze era tutta un cantiere. Filippo Strozzi aveva reclutato un esercito di muratori e di manovali per edificare il suo palazzo. proprio nel cuore della città; le vie principali erano ostruite dalle macerie delle case demolite; carovane di barrocci, di  muli e d’asini facevan la spola tra la città e la campagna dentro una nuvola di polvere. […] Nella terza cerchia delle sue mura che comprendevano ancora orti e giardini, Firenze si trasformava a vista d’occhio. Sull’esempio dei ricchi, anche i popolani si contagiavano l’uno con l’altro dalla “malattia del calcinaccio”, e il governo concedeva per quarant’anni l’esenzione da “qualunque gravezza” a tutti coloro che si impegnavano in una nuova costruzione.  

C’era lavoro per tutti. “Gli uomini di quel tempo” riferiscono i cronisti, “erano talmente presi dalla frenesia di costruire, che non si trovava più in Firenze un muratore disponibile”.

stefano italiano – “c’era lavoro per tutti” – linkedin

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